PREPARIAMO I NOSTRI BAMBINI IN VISTA DELL'INVERNO: I CONSIGLI DEL PEDIATRA

Le temperature si abbassano e l'insidia della stagione fredda si chiama virus influenzale: un approfondimento per affrontare l'inverno per i più piccoli

15 settembre 2020 Da
Dott.ssa Zora Del Buono

Ogni anno, la stagione fredda è un periodo impegnativo, in cui la carenza di luce solare per via delle giornate più brevi porta a livelli più bassi di vitamina D, indebolendo il nostro sistema immunitario. Inoltre, nei mesi invernali si vive più spesso in ambienti chiusi e affollati, eccessivamente riscaldati, con bassi livelli di umidità, favorendo in questo modo la diffusione e l’infettività dei virus. Per questi motivi, nei climi del bacino mediterraneo, in genere definiti temperati, gli episodi infettivi a carico delle vie respiratorie mostrano una stagionalità, con un incremento durante il periodo autunnale e invernale, sebbene meno netta che in passato a causa dei recenti cambiamenti climatici.

In Inverno gli alveoli polmonari e le mucose delle vie respiratorie sono irritati dal freddo e dalla polluzione ambientale e sono quindi più recettivi ai virus circolanti. L’influenza, e le varie forme di sindromi parainfluenzali, sono aerotrasportate, cioè si diffondono nell'ambiente utilizzando l’aerosol di goccioline di saliva. In un clima freddo e secco il virus influenzale è capace di sopravvivere per tempi variabili nel luogo in cui è stato proiettato, e sarà quindi sufficiente toccare con le mani e poi portarsele al viso per essere contagiati.. Spesso i bambini sono i primi ad essere contagiati, nelle comunità infantili, e attraverso le coccole che scambiano coi genitori ed i fratelli, contagiano successivamente tutta la famiglia. Il virus influenzale ha una particolarità: muta molto velocemente e facilmente, adattandosi ad ogni cambiamento dell’ambiente che in quel momento lo ospita. Questa è la ragione per cui, anno dopo anno, continuiamo ad ammalarci. Le campagne di sensibilizzazione si basano sul corretto lavaggio delle mani, sull'utilizzo di soluzioni idroalcoliche soltanto laddove l’acqua corrente non sia disponibile, e sull'uso della mascherina per evitare di contagiare altri quando si è malati. Altrettanto importante è insegnare ai bambini, sin da piccoli, e ricordare agli adulti, di coprire naso e bocca durante lo starnuto o il colpo di tosse.

Esistono più sottotipi di virus responsabili dell’influenza umana, ed altri responsabili di forme parainfluenzali. E’ da notare che nonostante solo una minoranza di tali condizioni siano imputabili a infezioni batteriche, queste infezioni sono causa frequente di prescrizione inappropriata di antibiotici con rischio di sviluppo di resistenze alla terapia e reazioni avverse, anche se una sovra-infezione batterica ha un’incidenza stimata di appena 0,5-2% [1]. 

Nei bambini la risposta alle infezioni respiratorie è peculiare e la ricorrenza di tali episodi è elevata. Alla nascita il neonato può usufruire di due tipi d’immunità: “Attiva”, debole e non ancora in grado di proteggerlo in modo adeguato dall'aggressione dei patogeni e “Passiva”, composta da immunoglobuline acquisite dalla madre attraverso il passaggio placentare.

I neonati iniziano a sintetizzare anticorpi di classe IgM immediatamente dopo la nascita, in quota sempre crescente, a seguito della notevole stimolazione antigenica che deriva dall'ambiente esterno. Dopo circa 6 giorni dalla nascita i livelli di IgM subiscono un rapido incremento che continua fino al raggiungimento dei livelli simile all'adulto approssimativamente al compimento del primo anno di vita.

Per ciò che concerne la quota di IgG, mentre quelle materne gradualmente diminuiscono nell’arco dei primi 6-8 mesi, quelle prodotte dal bambino tendono progressivamente ad aumentare fino a stabilizzarsi sulla concentrazione dell’adulto ai 7-8 anni d’età. Tutto ciò comporta una maggiore suscettibilità alle infezioni provocate da batteri la cui capsula sia costituita da polisaccaridi. Lo sviluppo del sistema immunitario si completa nei primi anni di vita in seguito all'interazione del bambino con l’ambiente ed alle stimolazioni antigeniche cui è sottoposto, processo in cui la natura dello stimolo antigenico, pur importante, lo è meno rispetto alla regolazione della risposta complessiva. 

La convivenza dei genitori con le infezioni respiratorie dei bambini è spesso obbligata ed inevitabile: una sorta di tappa, a seconda dei casi più o meno lunga e laboriosa, in quell'articolato percorso di maturazione delle difese naturali che ciascuno deve compiere all'inizio della propria esistenza.

Dal punto di vista clinico il quadro che si presenta è eterogeneo, caratterizzato da infezioni aspecifiche delle alte vie respiratorie e meno frequentemente delle basse vie respiratorie che non differiscono per durata e gravità da quelle dei bambini con normale incidenza di malattie delle vie respiratorie. Sono determinate per lo più da virus (Rhinovirus, Virus parainfluenzali tipo 1,2,3,4 e virus influenzali tipo A e B). Le prime virosi respiratorie innescano in un lattante o bambino della prima infanzia un circolo vizioso: indeboliscono l’organismo, favorendo le sovrainfezioni batteriche che a loro volta impongono il ricorso agli antibiotici. Questi ultimi, pur se talvolta indispensabili, alterano la composizione della microflora batterica intestinale, o meglio microbiota intestinale, a cui spetta normalmente l’importante compito di impedire l’insediamento di agenti patogeni gastrointestinali e di stimolare l’immunità innata: in questo modo si creano i presupposti per cui il bambino si ammala non soltanto con maggiore facilità ma anche con più elevata frequenza. La medicina integrata si propone pertanto come una strategia efficace da tenere in opportuna considerazione.

In termini di prevenzione di influenza, ci sono prove che la vitamina D può essere utile (Rosas- Peralta, 2017), (2) e può aiutare a mantenere ottima resistenza alle malattie virali (3,4).

Il Lichene islandico è una preziosa fonte di Vitamina D3, che viene normalmente prodotta all’interno del nostro organismo grazie soprattutto all’azione dei raggi solari. Garantisce un apporto funzionale di Vitamina D3 di origine vegetale, dunque adatta anche per integrare la dieta di vegetariani e vegani. D Nobile gocce per via orale è un prodotto che contiene la vitamina D3 da Lichene islandico: se ne consiglia l’assunzione durante o dopo i pasti, idealmente colazione o pranzo, per facilitarne l’assorbimento ottimale; è veicolata in olio di oliva, che ha un buon sapore e può essere direttamente assunto per via orale. Il dosaggio nell'infanzia varia fra le 4 e le 10 gocce al dì in base all'età ed ai fabbisogni, da assumere quotidianamente.

Parlando di vitamine non possiamo non ricordare il ruolo fondamentale di una corretta alimentazione: curare l’apporto di frutta e verdura fresche crude, almeno 5 porzioni al giorno, con un buon apporto di agrumi, frutti di bosco, kiwi, peperoni, pomodori, broccoli e nei più grandi rape, cavoli, verze, aglio dalle proprietà antisettiche. Fondamentale è anche l’apporto abbondante di liquidi fluidificanti e reidratanti, e l’apporto quotidiano, che spesso richiede opportune integrazioni nutraceutiche, di Zinco e Ferro, nutrienti importanti per le difese immunitarie. Lo zinco infatti favorisce le difese immunitarie con azione stimolante sul timo, che a sua volta ha azione regolatoria sull'immunità cellulare. È in grado di rafforzare le difese immunitarie, particolarmente in età pediatrica.

Infine bisogna ricordare che la nostra flora batterica saprofita o microbioma probiotico deve essere in equilibrio per garantire una buona capacità di risposta immunitaria, e che l’opportuna integrazione con prebiotici e probiotici di elevata qualità è fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui l’abuso iatrogeno e la sempre maggiore frequenza di ceppi virali a prevalente espressione gastrointestinale la impongono. 

Saranno però le piante i nostri veri aiutanti, che possono supportarci durante questa stagione, per rafforzare le difese immunitarie, particolarmente in età pediatrica, durante l’inizio dell'esposizione alla vita di comunità, o in caso di rallentata maturazione della competenza immunitaria.

Un fitoterapico composto da piante che, grazie all'azione sinergica dei componenti, sia in grado di rafforzare le difese immunitarie, a partire dall'interfaccia fra microbiota intestinale, ambiente e genetica, può essere molto utile.

Echinacea pallida è una pianta ben conosciuta, prima che da noi, dagli indiani d’America che la usavano per guarire ferite e curare infezioni, comprese le ferite da morso di serpente.

Sebbene questa pianta fosse popolare durante il diciottesimo e diciannovesimo secolo in tutta l’America del Nord, il suo uso subì un graduale declino dopo l’introduzione degli antibiotici, ma in quel periodo e per tutto il ventesimo secolo fu sempre più usata in Germania e, di fatto, i migliori studi scientifici furono condotti da studiosi tedeschi. 

Sito di elezione dell’attività di questo fitoterapico è rappresentato dalla prevenzione e trattamento delle sindromi da raffreddamento, grazie alla stimolazione delle difese organiche endogene aspecifiche, fagociti e fibroblasti. L'azione antibatterica, ed antimicotica, si ascrive soprattutto alla presenza di poliine specie verso Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa, mentre l'efficacia antivirale si attribuisce alla sua azione cortison-like, determinata dagli acidi caffeico e cicorico.

La preparazione farmaceutica consigliata in pediatria è un estratto secco nebulizzato e titolato in echinacoside (min. 0,6%) e polisaccaridi (16%).

La posologia giornaliera pediatrica è di 12 mg/kg/die (Sannia), in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti (5).

Il Sambuco, e.s. 0,4% antociani, è un fitoterapico di cui si usano i fiori estratto secco, ricchi in flavonoidi, triterpeni, mucillagini e tannini, olio essenziale. Le foglie hanno caratteristiche analoghe. L'azione di questo estratto è essenzialmente diaforetica, con impiego terapeutico nei disturbi da raffreddamento, affezioni infiammatorie dell'albero respiratorio ove, grazie alle mucillagini esplica azione emolliente, grazie ai flavonoidi antinfiammatoria ed antiossidante. Inibisce la neuraminidasi enzima utilizzato dal virus influenzale per penetrare nelle cellule umane (6,7,9).

La Rosa Canina, e.s. 70% in vitamina C, ha bacche molto ricche in vitamina C, caroteni, flavonoidi, e soprattutto antocianidine, esplicando quindi un ruolo antiossidante e di sostegno antinfiammatorio ed antinfettivo. La Vitamina C è una delle vitamine più importanti perché il suo spettro d'azione è veramente ampio.  Fra gli effetti più importanti vi sono la stimolazione della produzione di anticorpi ed il rafforzamento della funzione dei fagociti, aumentando la resistenza dell'organismo; la potente azione antiossidante, la regolazione della sintesi del collagene, dell'interferone, della carnitina, degli ormoni surrenalici; l’azione sui processi energetici mitocondriali; favorisce inoltre l'assorbimento del ferro e di altri minerali (zinco, calcio, magnesio ecc.).

La Rosa Canina ha attività immunostimolante ed è consigliata, eventualmente in associazione con il macerato glicerico di Abies Pectinata , nelle infezioni recidivanti delle vie respiratorie superiori, anche quando complicate da allergie (6,7).

Abies pectinata (Lamarck) DC. turio (Abete bianco gemme) è un eccellente rimedio per correggere la facilità alle flogosi recidivanti della sfera ORL dei bambini e degli adolescenti. Attiva le difese immunitarie a livello ghiandolare dove svolge anche un'azione anti-flogistica aspecifica. È un rimedio fondamentale delle flogosi e delle sindromi infettive delle vie aeree superiori, anche in presenza di ipertrofia ghiandolare, grazie al suo fitocomplesso ricco in pinene ed alfa-pinene, esteri e sesquiterpeni antiallergici, antinfiammatori e sedativi (18). 

Echinacea pallida, Sambuco, Rosa Canina, Abies Pectinata e Zinco li troviamo associati in sinergia nel composto fitoterapico in formulazione sciroppo per via orale “Bimbi Forti” che è parte della linea Carezze Nobili Erbenobili per uso pediatrico.  

Il dosaggio consigliato è di 5 ml per due volte al di, o 10 ml in unica somministrazione al mattino per venti giorni al mese il primo mese e per 15 giorni al mese consecutivi prima del pasto per 3-4 mesi nei mesi successivi.   Nelle forme acute può essere somministrato per almeno 8-10 giorni, anche associato ad antibiotici. 

Grazie quindi ad una visione integrata una efficace profilassi delle infezioni recidivanti respiratorie in età pediatrica potrà avvalersi di fitoterapia e nutraceutica con l’utilizzo della vitamina D.

 

BIBLIOGRAFIA

 

[1]Harris AM, Hicks LA, Qaseem A. Appropriate Antibiotic Use for Acute Respiratory Tract Infection in Adults. Ann Intern Med. 2016 Nov 1;165(9):674.

(2) Rosas-Peralta M, Holick MF, Borrayo-Sánchez G, Madrid-Miller A, Ramírez-Árias E, Arizmendi-Uribe E. Dysfunctional immunometabolic effects of vitamin D deficiency, increased cardiometabolic risk. Potential epidemiological alert in America? Endocrinol Diabetes Nutr. 2017;64(3):162-173. doi:10.1016/j.endinu.2016.11.009

(3) Sassi F, tamone C, d’Amelio P Vitamin D: Nutrient, hormone and immunomodulator. Nutrients. 2018;10 (11)pii:E1656.

(4) The D-lightful vitamin D for child health. Holick MF.JPEN J Parenter Enteral Nutr. 2012 Jan;36(1 Suppl):9S-19S. doi: 10.1177/0148607111430189. Epub 2011 Dec 16.PMID: 22179524

(5) A. Sannia , D. Careddu Il Pediatra e la Fitoterapia il perchè di una scelta Editeam 2007

(6) Campanini E. Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali Tecniche nuove , Milano 2004

(7) Capasso F.  Grandolini G, Izzo AA Fitoterapia Impiego razionale delle Droghe vegetali Springer Verlag Italia 1999

(8) Piterà F Compendio di Gemmoterapia Clinica De Ferrari editore Genova 1996

(9)Vitalia Murgia, Rita Paciotti Problemi del bambino, approccio integrato con le piante medicinali, ABOCA edizioni 2009